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Tra libertà di manifestazione e apologia del fascismo. No al sit-in di Casa Pound!
post pubblicato in Valerio Caruso, il 6 maggio 2010


Domattina i fascisti di Blocco Studentesco e Casa Pound scendono in piazza a Roma per un sit-in in vista delle elezioni regionali del consiglio nazionale degli studenti universitari.
"Cosa c'è di male?", si chiedono stupefatti i cosiddetti "giornalisti di sinistra" tra cui in primis Ritanna Armeni, Lanfranco Pace e Piero Sansonetti, "in fondo il diritto di manifestare deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni", dicono.
E invece no, diciamo noi. Perchè a manifestare domani sarà chi si propone di demolire la struttura democratica dello Stato Italiano, chi usa la minaccia e la violenza quale sistema di lotta politica, chi esalta i principi, i metodi e i simboli del disciolto partito fascista, chi si pone in assoluto contrasto con quelli che sono i presupposti per cui sono stati redatti gli articoli 19 e 21 della Costituzione. I neofascisti manifestano e fanno propaganda di una concezione di stato e di società in cui la libertà di manifestazione del pensiero verrebbe del tutto abolita.
Questo per noi è del tutto inaccetabile. Non ci dimentichiamo, infatti, che l'apologia del fascismo in Italia costituisce reato.
Trattasi della legga "Scelba" (642/1952), la quale reca le norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che afferma solennemente il divieto di ricostituzione del partito fascista. La legge superò peraltro l'esame della Corte costituzionale, la quale con sentenza 16 Gennaio 1957 rigettò l'eccezione di incostituzionalità per contrasto con gli art. 19 e 21.  Di seguto alcuni articoli della legge:


Art. 1 Ricostituzione del Partito fascista
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Art. 4 - Apologia del fascismo
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell’art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. .
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni .
La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa.
La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per usi periodo di cinque anni.


Art. 5 - Manifestazioni fasciste
Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 lire .
Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni.


L'apologia del fascismo è reato. Casa Pound e Blocco Studentesco non avrebbero nemmeno il diritto di esistere. Non possiamo impedire loro di manifestare, ma chiediamo a gran voce la vigilanza e la denuncia di ogni atto di apologia del fascismo che si verifichi durante il sit-in in piazza.
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