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Immaginiamo per ipotesi che Scajola..
post pubblicato in Francesco Forte, il 29 aprile 2010


Antefatto: Il nome del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è attualmente emerso nell'indagine giudiziaria relativa all'imprenditore Diego Anemone, il quale avrebbe corrotto numerosi alti funzionari dello Stato per aggiudicarsi indebitamente alcuni appalti pubblici relativi alle c.d. "grandi opere". In particolare, secondo gli inquirenti, Scajola avrebbe ricevuto da Anemone 900.000 euro in maniera illecita. Precisiamo fin da subito che il ministro non è indagato e non si hanno prove relative ad eventuali collegamenti con il suo ruolo istituzionale. QUI potete leggere un articolo di Repubblica dove i fatti sono spiegati nei dettagli.

Detto questo, immaginiamo per ipotesi - ma solo per ipotesi, sia chiaro - che il ministro Scajola ceda nuovamente a simili "errori" - chiamiamoli così - e che faccia pressione affinché qualche impresa "amica" si aggiudichi qualcuno degli appalti che ci saranno nei prossimi tempi per la costruzione delle nuove centrali nucleari, sponsorizzate fortemente dal governo e di competenza proprio di Claudio Scajola. Sappiamo bene quali sono gli esiti della corruzione in materia di opere pubbliche: costi lievitati per lo Stato (cioè per noi) e risultati più scadenti. Prendiamo il secondo aspetto. Il fatto che la gara di appalto sia gestita con metodi non del tutto cristallini può portare ad un risultato più scadente dell'opera, ad esempio per quanto riguarda l'aspetto antisismico, il piano anti-emergenze, la manutanzione. Supponiamo adesso che tra 40-50 anni - consideriamo infatti che ci vorranno almeno 10-15 anni per costruire una centrale nucleare e che eventuali problemi potrebbero sorgere diversi anni più tardi - questi errori, frutto di risparmi sul breve periodo, saltino fuori, provocando danni inestimabili. Chi ha almeno una trentina d'anni dovrebbe ricordarsi cos'è successo dopo Chernobyl. Parliamo di morti, di intossicati di danni notevoli e nessuno di noi sa dire cos'altro. E il nostro attuale ministro, che oggi ha 62 anni, potrebbe essere un vecchietto ultracentenario oppure più realisticamente essere già morto: in entrambi i casi non sarebbe punibile. E avremmo comunque, cosa molto più importante, una tragedia immane da affrontare, frutto di qualche "bustarella" passata di mano in mano 40-50 anni prima.

Perchè dico queste cose? La mia naturalmente è solo una provocazione, portata alle estreme conseguenze. Nessuno potrebbe agire in modo così scriteriato, nemmeno nella nazione del Vajont, de l'Aquila, delle continue frane, valanghe, incendi, alluvioni, terremoti che provocano saltuariamente qualche morto evitabile. Dunque una situazione come quella che ho prospettato è impossibile che si realizzi. Però il problema politico e morale resta tutto. Un uomo che sta a capo dei lavori relativi ad opere pubbliche di tale importanza deve essere immacolato, non deve essere nemmeno sfiorato da dubbi relativi alla sua onesta e integrità morale perfetta. Ne va della credibilità dello Stato e delle Istituzioni pubbliche. Ne va della tranquillità dei cittadini, che hanno il diritto a non avere dubbi sull'integrità morale di chi deve prendere nel loro nome scelte così importanti.

Per questo motivo secondo me Scajola dovrebbe rilevare l'opportunità - sia chiaro, non c'è nessun obbligo, nemmeno morale - di dimettersi e lasciare che la magistratura competente si dichiari sul caso.

Questo gruppo su facebook
nasce proprio con lo scopo di esprimere questo concetto al Ministro, sperando che lo accolga. Proviamoci, tentar non costa nulla.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 29/4/2010 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Polito, Sansonetti e gli "opinionisti politici di sinistra"
post pubblicato in Francesco Forte, il 27 aprile 2010


Esiste ormai una categoria professionale che potremmo definire "opinionista politico di sinistra". Costituita da individui che vagano da una trasmissione televisiva di bassa lega all'altra (pomeriggio 5, - come si chiama quell'altra? - la vita in diretta, - no l'altra - Il fatto del giorno. Chiedo scusa a Silvio Berlusconi per l'evidente plagio, ma visto che si parla di uso criminoso della tv...) arrogandosi il diritto di essere definiti "intellettuali di sinistra" - senza aver mai pubblicato un libro o un'opera d'arte degna di nota.

Sono giornalisti, magari direttori, di testate che non vendono una copia, ma "hanno grande importanza politica", meglio ancora se sono giornali vicini ad un partito. E qui i nomi sono infiniti: Riformista, Libero, Gli altri..

Insomma, questi individui intervengono in un dibattito politico che è lo specchio della tv italiana - una massa informe di incompetenti che si urlano in faccia tra di loro insulti e frasi senza senso - esprimendo la loro opinione e "rappresentando" cortesemente anche gli elettori del centro-sinistra, in nome del contraddittorio. Da elettore del centro-sinistra li ringrazio per la cortesia, ma farei volentieri a meno di loro.

Ma analizziamo nel dettaglio un paio di questi strani individui, così, tanto per vedere se possono essere nostri degni rappresentanti. Con la premessa che sono solo due esempi emblematici, se ne potrebbero citare anche altri.

Uno di loro è Antonio Polito. Direttore del Riformista, è famoso per aver dichiarato a Sabina Guzzanti: "Non possono chiudere RAIOT" - il programma della Guzzanti chiuso qualche anno fa per volere del Sultano - "ma possono non mandarlo in onda". Giuro, l'ha detto davvero, non me la sto inventando. Potete ragionarci sopra per delle ore, non troverete in questa frase il minimo senso logico. Ma nonostante le sue brillanti e qui dimostrate capacità analitiche, quest'uomo continua a sfornare simili perle di saggezza, pagate dai cittadini tramite il canone o la pubblicità.

Prendiamone un altro. Piero Sansonetti. Dopo aver quasi portato al fallimento Liberazione, lo storico quotidiano di Rifondazione Comunista, ne ha fondato un altro e l'ha chiamato "L'altro"; poi si è ricordato che esisteva un altra testata con lo stesso nome e che quindi il suo era un plagio - anzi, gliel'ha ricordato il giudice, visto che Sansonetti ha perso la causa contro i legittimi detentori del marchio - e lo ha rinominato "Gli altri". Oltre a queste vicende editoriali ricordo con orrore un suo confronto televisivo a Porta a Porta (!) con Silvio Berlusconi (purtroppo su youtube non sono riuscito a trovarlo, ne ho trovato solo uno nel quale questo giornalista esordisce affermando di odiare l'inno di Mameli). E con quale argomento il nostro uomo ha cominciato ad attaccarlo? Crisi economica? Conflitto d'interessi? Visione della politica e della società distorta? Non proprio. Ha esordito con un ringraziamento, da tifoso milanista, al presidente della sua squadra del cuore, dimenticandosi per un attimo che quest'ultimo è anche presidente del Consiglio dei Ministri, e che è rarissimo che accetti un confronto televisivo con i giornalisti, specie se questi hanno altre visioni politiche. Dunque diversi minuti di quello che doveva essere un acceso confronto televisivo si sono trasformati in un elogio del presidente del Milan più vincente della storia. Un altro genio.

Vi sentite rappresentati da questi due? Però intanto ci rappresentano in una buona fetta del panorama televisivo. Grazie a loro il pubblico televisivo di questi programmi-spzzatura - molto spesso persone di bassa cultura e molto spesso elettori del PDL - si fa un'idea distorta della sinistra, frutto di un contradditorio malato. E si spiegano tante cose...

http://kogitanz.wordpress.com/2010/04/27/polito-sansonetti-e-gli-opinionisti-politici-di-sinistra/

Sempre parlando di TV ecco invece un’attenta analisi di Daniela Santanché, sottosegretario al dipartimento per l’attuazione del programma di governo (?), sull’islam. Che classe.

http://

Lapide ad ignominia
post pubblicato in Francesco Forte, il 25 aprile 2010


Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

QUI trovate la storia che c'è dietro questo componimento di Piero Calamandrei. A mio avviso è una delle pagine più belle della Resistenza antifascista, anche risale ad un momento successivo alla Liberazione. Ma di pagine simili ce ne sono tante, e tutte meritano di essere conosciute. Buon 25 Aprile a tutti.

http://kogitanz.wordpress.com/2010/04/25/lapide-ad-ignominia/


25 Aprile
post pubblicato in Francesco Forte, il 21 aprile 2010


Non sono religioso. Non credo in un Dio che ha creato il mondo o che lo regge finalisticamente verso un qualche obiettivo. Anzi, per quanto mi riguarda, le religioni sono solo il frutto di domande a cui l’uomo non sa darsi risposta, e probabilmente non le saprà dare mai. E, per quanto mi riguarda, vivo perfettamente con la consapevolezza di non poter accedere a queste risposte. Tanto le avrò a tempo debito!

Ciò però non significa che io non creda in nulla. Anzi.

Credo nella libertà di ogni individuo di poter scegliere il proprio destino. Di poter scegliere cosa pensare e a cosa credere, e di poter agire di conseguenza. Credo che la violenza sia degna solo delle bestie. Credo che gli uomini nascano uguali in diritti e doveri. Credo in tante altre cose naturalmente, ma alla fine tutto è riconducibile a questi pochi principi: libertà, pace e uguaglianza, appunto.

E so che in Italia, durante la seconda guerra mondiale, tanti uomini e donne hanno lottato, sono stati feriti, torturati, uccisi, per difendere questi principi. Contro un regime che aveva una visione della società completamente opposta, per quanto ancora oggi qualcuno cerchi di minimizzare. Ma alla fine, questi uomini e queste donne hanno vinto, almeno temporaneamente, tant’è che questi principi sono stati inseriti nella nostra Costituzione.

E quindi il 25 Aprile, giorno prescelto per ricordare la liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista, festeggerò anche io. Ricorderò i partigiani che sono morti per noi, che ancora non eravamo nati, e festeggerò la loro vittoria.  Io non festeggio la Pasqua, il Natale o l’Epifania: io festeggio la Liberazione!

PS: qualcuno potrebbe obiettare che la Resistenza ha presentato moltissimi lati oscuri: violenze, stupri e omicidi perpetuati anche dai partigiani nei confronti di civili inermi. Tutto vero, e me ne vergogno. Ma tutto ciò non scalfisce minimamente i principi che si festeggiano il 25 Aprile, per aver ottenuto i quali bisogna ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa guerra civile, militando dalla parte più nobile. Perchè il 25 Aprile non si commemora questo o quell’atto di guerriglia partigiana, ma la vittoria della democrazia – con tutti i suoi difetti – sugli obbrobri del nazi-fascismo.


http://kogitanz.wordpress.com/


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permalink | inviato da Francesco Forte il 21/4/2010 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Il lunedì in un paese normale
post pubblicato in Francesco Forte, il 13 aprile 2010


Ormai è consuetudine che il palinsesto di Rai 3 la domenica in prima serata offra un programma di approfondimento giornalistico. Attualmente il format che occupa questo spazio è Report. Una trasmissione coraggiosa, ideata e condotta dalla giornalista Milena Gabanelli, supportata da validi giornalisti freelance che negli anni hanno svelato casi di spreco di denaro pubblico, di incapacità, di nepotismo.

Tanto per fare due esempi pratici: le telecamere di Report hanno individuato l'emergenza rifiuti a Napoli parecchi anni prima che esplodesse definitivamente, con tutti i danni che ne sono derivati, e hanno divulgato i problemi strutturali della politica antisismica in Italia ben prima del terremoto a L'Aquila.

E la stessa cosa si può dire di Presa Diretta, il programma di Riccardo Iacona, che va in onda pressappoco nei periodi in cui non va in onda Report, e che ha trattato altri temi fondamentali per la società: dall'acqua pubblica al caro-affitti, per fare due esempi. Raggiungendo entrambi i programmi anche un audience di qualche milione di spettatori, evento raro per i programmi in prima serata di Rai 3.

In un paese normale il lunedì e nei giorni successivi giornali e telegiornali commenterebbero l'inchiesta che questi programmi hanno proposto la sera prima. Vedremmo sulla stampa e in tv servizi ed inchieste aggiuntive sullo stesso tema, polemiche e contropolemiche. Osserveremmo i nostri politici sbracciarsi in televisione per dissociarsi dalle porcherie saltate fuori la sera prima e per annunciare la loro estraneità ai fatti rivelati.

In un paese normale probabilmente non ci sarebbero state né l'emergenza rifiuti a Napoli né le vittime del terremoto in Abruzzo, perchè i problemi evidenziati dalle relative inchieste giornalistiche sarebbero stati risolti in tempo dalla classe politica, non fosse altro che per ragioni elettorali. Per lo stesso motivo avremmo un uso del denaro pubblico più ponderato e meno sprechi, e pertanto pagheremmo meno tasse e avremmo dei servizi migliori.

Già, perchè in un paese normale gli elettori mandano a casa i politici corrotti o incapaci, perchè non realizzano l'interesse della società, ovvero il nostro. In questo modo si genera un meccanismo virtuoso in base al quale i politici cercano di comportarsi nel modo migliore possibile per poter essere rieletti: è per questo motivo che la democrazia dovrebbe essere il sistema politico più efficiente. Ed ecco perchè senza un forte potere giornalistico e senza una forte opinione pubblica non si può dire di vivere in un sistema pienamente democratico ed efficiente.

QUI trovate la puntata di Report della settimana scorsa.
Le contraddizioni della Lega, il Centro-sinistra e il problema dei piccoli centri
post pubblicato in Francesco Forte, il 30 marzo 2010


1) La Lega Nord è la vera vincitrice delle elezioni. Ma nonostante i suoi esponenti cerchino di spacciarsi come "il nuovo", come un partito di rottura rispetto al sistema tradizionale, è proprio la Lega il partito più vecchio tra quelli presenti in queste elezioni: pd, pdl, sel, fed della sinistra, idv, la destra sono partiti che hanno meno di 10 anni di storia, spesso meno di 2 (per quanto poi i personaggi che li compongono siano in politica anche da decenni); il simbolo della Lega invece è presente ormai da più di vent'anni sulle schede elettorali ed ha alle spalle ben 3 esperienze di governo, per un totale di quasi 8 anni passati tra i ministeri. Nonostante si presentino come contrari al nepotismo e ai politicanti di professione nonché favorevoli alla valorizzazione del merito, come esemplificato dalla lotta contro "Roma Ladrona", l'esempio più lampante di nepotismo in queste elezioni si è visto con la candidatura a consigliere regionale lombardo di Renzo Bossi, figlio del leader Umberto, un ragazzo che ha dovuto ripetere l'esame di maturità svariate volte persino da privatista e di cui peraltro non sono nemmeno chiari i meriti della candidatura, peraltro particolarmente apprezzata dal popolo bresciano che lo ha votato in massa.

2) Il popolo di centro-sinistra non è così stupido e passivo come credono i dirigenti del PD: nelle regioni in cui il centro-sinistra ha candidato persone di sinistra (ovvero con idee chiare e di sinistra in riferimento a ai temi cruciali del lavoro, dell'acqua e dei servizi sociali, dell'integrazione, dell'ambiente, della giustizia ecc), senza procedimenti giudiziari a carico e scelti liberamente con le primarie ci sono state grandi vittorie, come in Puglia, in Umbria e in Toscana; dove hanno calato dei candidati dall'alto (leggi Bresso, Errani, Bonino), con idee non del tutto di sinistra (leggi De Luca, Bonino) e con la fedina penale dubbia (leggi De Luca, Loiero) sono state prese delle batoste. Non solo. In molti casi la gente non ha disdegnato un voto di protesta evidentemente contro il PD come testimoniato dagli ottimi risultati ottenuti dal candidato della sinistra radicale delle Marche contro l'alleanza con PD-UDC; dal candidato idv-radicali in Calabria contro Loiero, dal candidato del Mov 5 Stelle in Emilia contro il terzo mandato Errani (illegittimo), dal candidato del Mov 5 Stelle in Piemonte contro la TAV (anche se qui la scelta è discutibile dal punto di vista politico, vista la vittoria in regione del leghista Cota).

3) C'è una differenza notevole e inquietante tra i risultati elettorali delle grandi città e il risultato della regione di appartenenza. All'interno delle regioni in cui il centro-sinistra ha perso, nelle grandi città vince o comunque perde in maniera molto meno marcata. Qualche esempio. Nel Lazio Renata Polverini del centro-destra vince con 3 punti percentuali di vantaggio su Emma Bonino, candidata del centro-sinistra. Ma nella Capitale è la Bonino a vincere, e addirittura con 9 punti di distacco sulla rivale. Discorso simile anche in Lombardia. Il distacco regionale tra i candidati del centro-destra e del centro-sinistra è di ben 23 punti percentuali. Distacco che si riduce nelle sezioni di Milano a "soli" 8 punti. Ed esempi simili possono essere fatti per Napoli, Torino, L'Aquila, Padova e altre città più grandi. Non sono un sociologo e non studio i flussi elettorali, dunque non voglio arrischiarmi in valutazioni sul merito, eppure mi sembra un dato interessante. Una nazione non più divisa solo tra Settentrione e Meridione, ma anche e soprattutto tra grandi città da un lato e piccoli centri e campagne dall'altro. Una forte divisione politica, culturale e sociale. Evidentemente il centro-sinistra non riesce a comunicare con questa seconda parte dell'Italia. Mentre la Lega vi ha gettato le proprie radici razziste e xenofobe, vincendo le elezioni.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 30/3/2010 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Errani e Formigoni: gemelli diversi!
post pubblicato in Francesco Forte, il 24 marzo 2010


A destra si sbracciano per imporre il rispetto delle leggi a quei criminali per definizione che sono gli immigrati, peggio ancora se clandestini: il motto di sempre è "legge e ordine".

A sinistra si flagellano per difendere il principio di legalità, ovvero di rispetto della legge, organizzano imponenti manifestazioni per difendere la Costituzione e il rispetto delle leggi nel nostro paese dagli attacchi del governo di destra.

Tutta apparenza o quasi. Nella pratica in entrambi gli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra nel nostro paese vige il principio vecchio come il mondo in base al quale "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano".

In questa campagna elettorale, dove il principio di legalità è stato al centro del solito dibattito fatto di ignoranza e incompetenza (la penosa vicenda del decreto legge interpretativo e le sue conseguenze parlano da soli...), in pochi si sono resi conto della disapplicazione in due regioni della norma contenuta nella legge 165/2004 nel momento in cui vieta l'eleggibilità di un governatore regionale al suo terzo mandato. Si sono infatti candidati in Emilia Romagna e In Lombardia due governatori uscenti al secondo mandato, Vasco Errani del PD e Roberto Formigoni (che in teoria sarebbe addirittura al terzo, ma il primo giuridicamente non conta perchè non è stata un'elezione diretta) del PDL.

Diversi per partito e coalizione, ma gemelli nel fregarsene ampiamente di una legge.

A loro supporto hanno infatti la certezza quasi matematica di vincere (non godono solo della notorietà dovuta ai mandati precedenti e della disinformazione su questa porcata, ma anche dello storico radicamento delle loro coalizioni in queste regioni) e la non chiarezza esaustiva della norma in questione, ma su questo secondo problema preferisco rinviare ad un parere esaustivo emesso dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.

Il punto è che per colpa di questi due soggetti abbiamo due regioni nelle quali l'eventuale risultato elettorale potrebbe essere invalidato su ricorso alla magistratura da parte di uno dei candidati perdenti. Qualora ciò avvenisse sarebbero necessarie nuove elezioni, ovvero un dispendio di soldi pubblici (=nostri) raddoppiato, che personalmente farei ricadere per intero sulle tasche di questi signori, anche se ciò non è possibile. E qualora la magistratura rigettasse il ricorso avremmo comunque due governatori che se ne sono fregati ampiamente delle leggi e del loro elettorato. E che se ne fregano ampiamente di promuovere il ricambio generazionale anche in politica (questa infatti non è solo una norma giuridica, ma anche evidentemente una norma di buon senso). Che fortuna!

Non so come andrà a finire, ma la prossima volta che i dirigenti del PD organizzeranno una manifestazione per la legalità, saprò dove mandarli. Di certo non in piazza.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 24/3/2010 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Ecco perchè Berlusconi vince e come possiamo sconfiggerlo
post pubblicato in Francesco Forte, il 21 marzo 2010


"Quella che sto per raccontarvi è una storia di puro orrore". Così esordiva Fabio De Luigi facendo la parodia del giallista Lucarelli, e la frase mi sembra adatta per incominciare questo post.

Forse in pochi lo sanno, ma oggi a Firenze si è svolta una contestazione di fronte a Palazzo Corsini, dove il nostro presidente del Consiglio teneva un comizio di fronte a pochi eletti. Nonostante (dice lui) il consenso  al 61% e l'aura di stima e riconoscenza della cittadinanza che lo circonda, l'intera strada dove è situato il palazzo era bloccata dalle transenne, vigilate da un numero impressionante di agenti. Io stesso in uno solo dei punti di accesso alla strada presidiati ho potuto contare 7 camionette. Senza contare i disagi provocati al traffico e alla circolazione, con tanto di deviazione del percorso delle linee dell'autobus. Ma ciò non è bastato a scoraggiare un gruppo di cittadini, me compreso, rimasti a presidiare gli spazi intorno alle transenne per esprimere al premier i propri sentimenti nei suoi confronti.

Ho potuto così osservare una sequenza di personaggi grotteschi (avvocati lampadati, giovani donne costituite ormai più di plastica che di carne, anziane signore eccessivamente impellicciate e via dicendo) degni del Billionaire di Briatore o di locali del genere, i quali, a differenza nostra, godevano dell'accredito per passare ed entrare nella zona proibita. Naturalmente il loro punto di riferimento politico, il premier, è arrivato in auto blindata a grande velocità preceduto e seguito da un numero elevato di mezzi della scorta, e quindi non ha purtroppo potuto sentire ciò che il suo popolo aveva da dirgli.

Ma fin qui nulla di particolarmente strano.

Una cosa però mi ha colpito profondamente: durante la contestazione (che ha visto anche dei momenti particolarmente concitati) accanto a me c'erano un gruppetto di donne di una certa età che parlottavano tra di loro. Erano venute per acclamare il Presidente, ma non godendo dell'accredito non erano potute entrare ugualmente. E ad un certo punto ho sentito la seguente frase: "Questi ragazzi (riferito a noi) non vanno più a messa, ormai non sanno più cosa sia l'amore. LORO SONO IL PARTITO DELL'ODIO."

Lì ho capito tutto. Non ci avevo mai pensato molto, ma in quel momento ho capito quanto effetto ha generato questa frase ripetuta all'unisono da tutti i telegiornali per mesi. Ho capito quanto è grande il divario tra noi e loro, tra chi ha a disposizione i mezzi d'informazione e chi è succube del tg di Minzolini. Ho capito che basta una formula del genere - "il partito dell'amore" - per avere il consenso in un'Italia senza più opinione pubblica. Noi siamo i fomentatori d'odio, che distolgono il "governo del fare" dal migliorare l'Italia. La crisi economica, la disoccupazione, la corruzione e via dicendo, tutta colpa dell'odio, cioè nostra. Mi ha preso lo sconforto. E come si fa a reagire a una situazione del genere? C'è un rimedio?

Si, e l'ho capito subito dopo: con il dialogo, la discussione e il confronto. Ho infatti iniziato a parlare con queste signore, educatamente, ascoltando le loro ragioni e esponendo con le dovute argomentazioni le mie. Ha funzionato. Solo in parte, certo, però sono riuscito a spiegare loro le mie idee, e loro in parte le hanno addirittura apprezzate. In particolare abbiamo parlato delle intercettazioni telefoniche e sono riuscito a far capire loro la differenza tra la realtà delle intenzioni del governo, e quanto propinato dai telegiornali. Non solo, ho ricevuto addirittura i complimenti da queste signore, che mi hanno distinto rispetto al gruppo di "fomentatori di odio", proprio in ragione della mia pacatezza.

Non so quanto sia servito, forse a nulla, forse la potenza della televisione in poco tempo sovrasterà nella mente di queste signore i miei discorsi di oggi, però oggi mi sono sentito utile.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 21/3/2010 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Quei criminali della Lega
post pubblicato in Francesco Forte, il 20 marzo 2010


E' di ieri l'ennesima provocazione razzista della Lega Nord.

Dopo la disinfestazione dei treni dalle prostitute nigeriane effettuate dall'onorevole (!) Mario Borghezio e altre iniziative simili (per inciso: io preferirei entrare in contatto con qualsiasi immigrato piuttosto che anche solo sfiorare questo animale...) ecco una nuova trovata di "pulizia etnica" di questo partito. Mi raccomando: guai a toccare un immigrato, nel caso laviamoci in quel noto fiume pulito e purificatore che è il Po!

In provincia di Arezzo, a Sansepolcro, alcuni militanti di questo partito hanno distribuito ai cittadini del sapone per disinfettarsi dopo aver toccato un immigrato. Non c'è nemmeno bisogno di dire che tutto ciò ha sollevato un polverone: polemiche a sinistra e la consueta alzata di spalle da parte di tutto il centro-destra (parafrasando Luttazzi ormai ci manca poco che alle nostre critiche ci rispondano con una sonora pernacchia!).

Il punto è che non è questo il problema.

Il problema infatti non è più nemmeno l'atto in sé, pur gravissimo, quanto il fatto che ci stiamo assuefacendo a queste porcherie! Non dobbiamo mai dimenticarci che in Italia l'istigazione all'odio razziale è un reato, così come la discriminazione, così come l'associazione con fini di violenza o di razzismo. Questo significa che al governo abbiamo un partito illegale e come costituito da criminali (in realtà basterebbe solo la fedina penale di Maroni, Bossi, Borghezio a dimostrarlo...). Va sottolineato ancora una volta: qui non siamo in presenza di opinioni discordi dalle nostre o di comportamenti deprecabili. Qui siamo di fronte a dei CRIMINALI!


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permalink | inviato da Francesco Forte il 20/3/2010 alle 15:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gli atei in Italia
post pubblicato in Francesco Forte, il 19 marzo 2010


Vorremmo affrontare per primo un tema che ci sta molto a cuore, che rappresenta un simbolo esemplare di quest'Italia così schiava delle lobbies e così punitiva verso il libero pensiero, specialmente se dissociato da una confessione religiosa (e in particolare una: chissa quale!)

Partiamo da una considerazione preliminare: nelle società occidentali il numero di atei è in continuo aumento, le confessioni religiose, soprattutto le più tradizionali, sono sempre più abbandonate dai fedeli. In Italia in particolare si presume (fonte UAAR - Unione Atei, Agnostici e Razionalisti) che gli atei rappresentino il 18% della popolazione. Una percentuale considerevole, seconda solo a quella che concerne il numero dei (presunti) seguaci del cattolicesimo. Eppure gli atei sono uno dei pochi gruppi sociali a non essere minimamente rappresentati nei Parlamenti nazionali, salvo rare eccezioni, quasi si trattasse di cittadini di serie B.

In particolare siamo abituati a sentire l'opinione di esponenti cattolici e di politici quasi portavoce del Vaticano ogni volta che vengono trattate tematiche che abbiano a che vedere con la religione e con la sfera privata degli individui. (Per inciso: qualcuno deve spiegarmi quale sia il nesso tra il testamento biologico, l'aborto o addirittura l'esposizione del crocefisso nelle aule e gli insegnamenti predicati da Gesù nel corso della sua esistenza). Vediamo politici di destra e sinistra sbracciarsi in favore della Chiesa Cattolica, con la simpatica variante degli esponenti della Lega, che dichiarano di difendere a spada tratta le radici cattoliche dell'Europa, salvo poi sposarsi con le loro consorti secondo l'antico rito celtico. Ma quante volte in queste presunte discussioni, che peraltro hanno pochissimo rilievo giuridico e filosofico e sembrano piuttosto un'accozzaglia di discorsi da bar e luoghi comuni, sentiamo l'opinione di esponenti di questa cospicua minoranza che è l'ateismo?
Personalmente ricordo (magari si trova anche il video su youtube) una delle più brutte pagine della storia della televisione nel nostro paese: un esponente dell'UAAR presente in una di quelle trasmissioni becere del pomeriggio insultata senza ritegno da personaggi di bassa lega come Sgarbi e la Santanchè (la quale poi iniziò come un'indemoniata a urlare "Maometto è un pedofilo").

La posizione di svantaggio in cui si trovano gli atei in Italia è endemica e rilevabile in maniera capillare in tutti gli aspetti della vita quotidiana: dalla scuola con i problemi derivanti dall'ora di religione o dei simboli religiosi nelle aule; agli ospedali, ai cimiteri fino ai problemi di natura fiscale derivanti dall'imposizione dell'8 x 1000. Di questi problemi comunque parleremo in maniera più approfondita prossimamente.

E' infatti evidente che in una nazione democratica, in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato che il principio di laicità e quello di non discriminazione sono principi generali dell'ordinamento, tutto ciò non è tollerabile. E' necessaria una seria campagna d'informazione in merito a queste tematiche, svolta con argomenti seri e senza ricorrere ai luoghi comuni.


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permalink | inviato da Generazioneresistente il 19/3/2010 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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