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Errani e Formigoni: gemelli diversi!
post pubblicato in Francesco Forte, il 24 marzo 2010


A destra si sbracciano per imporre il rispetto delle leggi a quei criminali per definizione che sono gli immigrati, peggio ancora se clandestini: il motto di sempre è "legge e ordine".

A sinistra si flagellano per difendere il principio di legalità, ovvero di rispetto della legge, organizzano imponenti manifestazioni per difendere la Costituzione e il rispetto delle leggi nel nostro paese dagli attacchi del governo di destra.

Tutta apparenza o quasi. Nella pratica in entrambi gli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra nel nostro paese vige il principio vecchio come il mondo in base al quale "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano".

In questa campagna elettorale, dove il principio di legalità è stato al centro del solito dibattito fatto di ignoranza e incompetenza (la penosa vicenda del decreto legge interpretativo e le sue conseguenze parlano da soli...), in pochi si sono resi conto della disapplicazione in due regioni della norma contenuta nella legge 165/2004 nel momento in cui vieta l'eleggibilità di un governatore regionale al suo terzo mandato. Si sono infatti candidati in Emilia Romagna e In Lombardia due governatori uscenti al secondo mandato, Vasco Errani del PD e Roberto Formigoni (che in teoria sarebbe addirittura al terzo, ma il primo giuridicamente non conta perchè non è stata un'elezione diretta) del PDL.

Diversi per partito e coalizione, ma gemelli nel fregarsene ampiamente di una legge.

A loro supporto hanno infatti la certezza quasi matematica di vincere (non godono solo della notorietà dovuta ai mandati precedenti e della disinformazione su questa porcata, ma anche dello storico radicamento delle loro coalizioni in queste regioni) e la non chiarezza esaustiva della norma in questione, ma su questo secondo problema preferisco rinviare ad un parere esaustivo emesso dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.

Il punto è che per colpa di questi due soggetti abbiamo due regioni nelle quali l'eventuale risultato elettorale potrebbe essere invalidato su ricorso alla magistratura da parte di uno dei candidati perdenti. Qualora ciò avvenisse sarebbero necessarie nuove elezioni, ovvero un dispendio di soldi pubblici (=nostri) raddoppiato, che personalmente farei ricadere per intero sulle tasche di questi signori, anche se ciò non è possibile. E qualora la magistratura rigettasse il ricorso avremmo comunque due governatori che se ne sono fregati ampiamente delle leggi e del loro elettorato. E che se ne fregano ampiamente di promuovere il ricambio generazionale anche in politica (questa infatti non è solo una norma giuridica, ma anche evidentemente una norma di buon senso). Che fortuna!

Non so come andrà a finire, ma la prossima volta che i dirigenti del PD organizzeranno una manifestazione per la legalità, saprò dove mandarli. Di certo non in piazza.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 24/3/2010 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Il disagio di un giovane elettore del PD
post pubblicato in Valerio Caruso, il 19 marzo 2010


Mi chiamo Valerio Caruso. Ho vent'anni e studio giurisprudenza. In realtà questa lettera non ha un destinatario preciso, ma io ho delle cose da dire, e ho deciso di scriverla, e di inviarla a qualcuno che potesse condividerla, anche se personalmente non credo che la pubblicherete.

Innanzitutto io mi sento a disagio. Ma non tanto per la grave crisi democratica che stiamo vivendo, quanto per la profonda ignavia e timidezza del Partito Democratico, di cui io sono elettore.

Confrontandomi con i miei coetanei mi sono reso conto che esiste un grave problema di credibilità e fiducia della classe dirigente del PD rispetto ai giovani.

Di fronte a questo centro-destra eversivo, spregiudicato, privo di alcun senso istituzionale e completamente spoglio dei più basilari principi democratici, penso che l'obiettivo del PD dovrebbe essere quello di creare un'alternativa non solo politica, ma anche e soprattutto culturale. E creare un'alterativa culturale al berlusconismo non è affatto così difficile come taluni dicono. Basterebbe per esempio partire dal rispetto intransigente dell'etica pubblica, affrontare senza indugi e con rigore la questione morale, propagandare una concezione del politico come soggetto al “servizio dei cittadini” e non come mestiere attraverso cui si fa carriera, una politica fatta da chi abbia le competenze tecniche e scientifiche per farla, da chi davvero può dare una mano a risolvere i problemi della gente.

Come può il PD apparire alternativo al PDL quando i suoi esponenti di spicco sembrano avere un'idea della politica contigua a quella del centro-destra?

In particolare mi chiedo:

E' alternativo al berlusconismo candidare alla carica di governatore della Calabria e della Campania soggetti come Loiero e De Luca? Certo conosco il principio della presunzione d'innocenza sancito dall'art 27 della Costituzione, ma, come direbbe Piero Ricca, la sanzione reputazionale non viene forse prima di una sentenza della Cassazione?

“Il rinnovamento della classe dirigente è una priorità!”, dicevano i candidati segretari del PD durante il Congresso. Peccato che poi in Emilia-Romagna abbiano candidato Vasco Errani, il quale è già al terzo mandato,(come Formigoni, a proposito di contiguità..) e rischia di vedersi annullare un'eventuale e probabile elezione in caso di ricorso.

Il PD critica Berlusconi per le telefonate intercettate che lo vedono protagonista di pressioni al membro dell' Agcom per non fare andare in onda Annozero. Giustissimo! Ma non mi sembra però che i vari Fassino, Latorre, D'Alema, i quali chiaccheravano beatamente con i cosiddetti “furbetti del quartierino” per sostenere la scalata di Unipol a Bnl siano mai stati messi in discussione. Anzi, sono tutti e tre deputati indiscussi.

L'On. Latorre poi, è stato al centro di un ulteriore vicenda che mette in evidenza i limiti del PD nel creare un'alternativa culturale al berlusconismo. Come ricorderete, il deputato fu scoperto passare un “pizzino” all'On Bocchino del PDL in cui suggeriva alcune domande per mettere in difficoltà l'esponente dell' IDV Donadi durante un dibattito televisivo nel programma Omnibus.. Di fronte al gravissimo danno d'immagine subito, un Partito serio avrebbe preso provvedimenti seri contro il proprio esponente. Al contrario l'onorevole Latorre ieri mattina era ancora ad Omnibus a dire che le telefonate di Berlusconi a Innocenzi sono lungi dal costituire un delitto! Che credibilità può avere il PD quando un suo deputato dice che in fondo non è così grave se il capo del Governo fa intimidazioni al membro dell'autorità garante affinchè l'unico programma serio di approfondimento non vada in onda sulla TV Pubblica??

“PD e PDL cambia la L”, dicono molti dei miei amici e coetanei che nei partiti non hanno alcuna fiducia e si astengono sistematicamente dal voto. Ma siamo sicuri che sia solo qualunquismo? In parte forse sì, ma non del tutto. Io invece continuerò a votare questo centro-sinistra, ma vorrei che questa fiducia fosse ricambiata con una fortissima inversione di tendenza, politica e culturale. Un cambiamento fondamentale e necessario in questo preciso momento storico, non solo per il PD, ma per tutto il Paese. E vorrei che Pierluigi Bersani leggesse questo mio sfogo, se ne avesse la possibilità, tra un Festival di Sanremo e un altro.

Valerio Caruso


Firenze, 18/ 3 / 10


valeriomagno@hotmail.com

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