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Cose che succedono..
post pubblicato in Valerio Caruso, il 18 aprile 2010


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Sono cose che succedono queste. Sono cose che succedono in un partito padronale verticista e feudale.

Sono cose che succedono in un partito completamente sprovvisto di meccanismi interni di democrazia e di confronto.

Sono cose che succedono in un partito in cui la politica si fa professando il culto della personalità: le minoranze vengono esiliate e represse.

Succedeva nel Partito Comunista di Mao Tse Dong. Succede anche nel Popolo Delle Libertà. Non sei d'accordo con la linea dettata dal Capo? Bene. O te ne vai o ti cacciamo.
Proprio una bella concezione di democrazia, degna di chi, da oltre un anno, occupa abusivamente i lavori del Parlamento per varare legittimi impedimenti, processi brevi, leggi sulle intercettazioni, e prepara già il campo per stravolgere definitivamente la Costituzione attraverso il presidenzialismo..


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Pdl: un partito "assolutamente democratico"
post pubblicato in Valerio Caruso, il 25 marzo 2010


Ieri mattina Berlusconi è intervenuto telefonicamente a Uno Mattina. Durante il “comizio”, naturalmente senza contraddittorio alcuno, ha avuto il coraggio di dichiarare che il PDL “non è il partito della monarchia assoluta ma un partito assolutamente democratico, che nasce dal basso con la partecipazione di tutti quei cittadini che amano la libertà..”Ora, qualcuno potrebbe obiettare dicendo che negli ultimi tempi ne ha dette di ben più gravi e oscene,e che questa non è altro che l'ennesima affermazione populista e menzognera, detta giusto per raccattare gli ultimi voti prima delle elezioni. L'obiezione è senz'altro legittima. Tuttavia, a ben vedere, un argomento che potrebbe tornare molto utile, qualora doveste affrontare una discussione con il pidiellino di turno, è proprio quello relativo alla struttura interna al Partito che vota. Già, visto che a questi destrorsi piace così tanto riempirsi la bocca di belle parole come libertà, responsabilità, democrazia e così via, sarebbe divertente interpellarli proprio sull'assetto organico del loro Partito, così come descritto dallo Statuto.

Vi invito a darvi un'occhiata voi stessi: QUI potete leggerlo.

Da un'attenta analisi, ne emerge un'organizzazione interna tutt'altro che democratica, ma al contrario, verticistica e piramidale.

In sintesi, dal Capo I del Titolo II, rubricato “Gli organi e la struttura nazionale” (artt da 11 a 24, più 26 e 27 del Capo III) leggiamo che:

1)Il Presidente Nazionale nomina l'Ufficio di Presidenza e il Comitato di coordinamento

2)Il Segretario Nazionale è eletto dalla Direzione su proposta dell'Ufficio di Presidenza (cioè dal Presidente).

3)Il coordinatore regionale è nominato direttamente dal Presidente Nazionale d'intesa con l'Ufficio di Presidenza.

4)Il Congresso Nazionale, costituito da rappresentanti provinciali e delle Grandi Città, elegge il Presidente Nazionale, con votazione, anche per ALZATA DI MANO!

Poi, come se non bastasse:

dall'Art. 25 del Capo II, sotto la rubrica “Candidature”, leggiamo che:

a) Le candidature alle elezioni nazionali ed europee sono stabilite dal Presidente Nazionale d’intesa con l’Ufficio di Presidenza, e formalizzate dai Coordinatori.

b) La candidatura a Presidente di Regione è stabilita dal Presidente nazionale d’intesa con l’Ufficio di Presidenza, sentito il Coordinatore regionale, ed è formalizzata dai Coordinatori.

c) La candidatura a Presidente di Provincia è indicata dal Comitato di coordinamento(cioè dal Presidente), sentiti il Coordinatore regionale, provinciale e di Grandi Città.

d) La candidatura a Sindaco di Grande Città o di Comune capoluogo è stabilita dal Comitato di coordinamento(cioè dal Presidente), sentito il Coordinatore regionale, provinciale o di Grande Città.

L'Art 25 prevede inoltre un comma di chiusura molto particolare. Si stabilisce infatti che “in ogni caso, l’Ufficio di Presidenza (cioè il Presidente) può designare fino a un massimo del 5% dei posti nelle varie liste regionali, provinciali e dei Comuni capoluogo". Dunque, le varie candidature di escort, veline, ed igieniste dentali trovano degna legittimazione in una norma che riserva al Leader la nomina del 5% dei candidati in ciascuna lista..Assolutamente democratico!!

Il PDL è dunque un partito completamente controllato e comandato dall'alto. Spetta al Presidente Nazionale nominare gli Organi di vertice, e decidere arbitrariamente le candidature. E' una sorta di organizzazione feudale, in cui il Sovrano-Signore prende le decisioni , mentre vassalli, valvassini e valvassori hanno il solo compito di formalizzarle. Gli iscritti hanno la sola funzione di votare il Presidente per acclamazione. Questa è la loro democrazia. Una democrazia in cui tutte le iniziative e le decisioni partono dall'alto e non si discutono, perchè il Capo ha sempre ragione, qualunque cosa dica o faccia.

Non è certo un caso se da 16 anni la leadership nel centrodestra non è mai stata messa in discussione. Chi osa criticare il Re, o comunque avere un'idea diversa, viene sistematicamente massacrato a mezzo della stampa padronale, e infine espulso o costretto “all'esilio”. Paolo Guzzanti non è che l'ultimo esempio, e Gianfranco Fini sarà il prossimo.

Credo infine, che questa sia ancora una delle più grandi differenze tra noi e loro, tra chi agisce e chi ubbidisce, tra militanti e sudditi. E d'ora in avanti, ogniqualvolta il servo di turno, o il loro Capo, si azzarderanno a dire che la Sinistra in Italia è comunista, liberticida, e antidemocratica, noi gli schiafferemo in faccia il loro Statuto post-feudale, rivendicando i nostri valori e la nostra dignità di persone che non hanno alcuna paura di pensare, agire, confrontarsi, e dissentire. Perchè noi crediamo che in democrazia, tutti debbano poter partecipare, e avere le stesse opportunità e gli stessi diritti. Uomini e donne, bianchi e neri, ricchi e meno ricchi, forti e deboli. Tutte persone uguali e libere. Davvero.



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permalink | inviato da ValerioCaruso il 25/3/2010 alle 15:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Errani e Formigoni: gemelli diversi!
post pubblicato in Francesco Forte, il 24 marzo 2010


A destra si sbracciano per imporre il rispetto delle leggi a quei criminali per definizione che sono gli immigrati, peggio ancora se clandestini: il motto di sempre è "legge e ordine".

A sinistra si flagellano per difendere il principio di legalità, ovvero di rispetto della legge, organizzano imponenti manifestazioni per difendere la Costituzione e il rispetto delle leggi nel nostro paese dagli attacchi del governo di destra.

Tutta apparenza o quasi. Nella pratica in entrambi gli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra nel nostro paese vige il principio vecchio come il mondo in base al quale "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano".

In questa campagna elettorale, dove il principio di legalità è stato al centro del solito dibattito fatto di ignoranza e incompetenza (la penosa vicenda del decreto legge interpretativo e le sue conseguenze parlano da soli...), in pochi si sono resi conto della disapplicazione in due regioni della norma contenuta nella legge 165/2004 nel momento in cui vieta l'eleggibilità di un governatore regionale al suo terzo mandato. Si sono infatti candidati in Emilia Romagna e In Lombardia due governatori uscenti al secondo mandato, Vasco Errani del PD e Roberto Formigoni (che in teoria sarebbe addirittura al terzo, ma il primo giuridicamente non conta perchè non è stata un'elezione diretta) del PDL.

Diversi per partito e coalizione, ma gemelli nel fregarsene ampiamente di una legge.

A loro supporto hanno infatti la certezza quasi matematica di vincere (non godono solo della notorietà dovuta ai mandati precedenti e della disinformazione su questa porcata, ma anche dello storico radicamento delle loro coalizioni in queste regioni) e la non chiarezza esaustiva della norma in questione, ma su questo secondo problema preferisco rinviare ad un parere esaustivo emesso dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.

Il punto è che per colpa di questi due soggetti abbiamo due regioni nelle quali l'eventuale risultato elettorale potrebbe essere invalidato su ricorso alla magistratura da parte di uno dei candidati perdenti. Qualora ciò avvenisse sarebbero necessarie nuove elezioni, ovvero un dispendio di soldi pubblici (=nostri) raddoppiato, che personalmente farei ricadere per intero sulle tasche di questi signori, anche se ciò non è possibile. E qualora la magistratura rigettasse il ricorso avremmo comunque due governatori che se ne sono fregati ampiamente delle leggi e del loro elettorato. E che se ne fregano ampiamente di promuovere il ricambio generazionale anche in politica (questa infatti non è solo una norma giuridica, ma anche evidentemente una norma di buon senso). Che fortuna!

Non so come andrà a finire, ma la prossima volta che i dirigenti del PD organizzeranno una manifestazione per la legalità, saprò dove mandarli. Di certo non in piazza.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 24/3/2010 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Ecco perchè Berlusconi vince e come possiamo sconfiggerlo
post pubblicato in Francesco Forte, il 21 marzo 2010


"Quella che sto per raccontarvi è una storia di puro orrore". Così esordiva Fabio De Luigi facendo la parodia del giallista Lucarelli, e la frase mi sembra adatta per incominciare questo post.

Forse in pochi lo sanno, ma oggi a Firenze si è svolta una contestazione di fronte a Palazzo Corsini, dove il nostro presidente del Consiglio teneva un comizio di fronte a pochi eletti. Nonostante (dice lui) il consenso  al 61% e l'aura di stima e riconoscenza della cittadinanza che lo circonda, l'intera strada dove è situato il palazzo era bloccata dalle transenne, vigilate da un numero impressionante di agenti. Io stesso in uno solo dei punti di accesso alla strada presidiati ho potuto contare 7 camionette. Senza contare i disagi provocati al traffico e alla circolazione, con tanto di deviazione del percorso delle linee dell'autobus. Ma ciò non è bastato a scoraggiare un gruppo di cittadini, me compreso, rimasti a presidiare gli spazi intorno alle transenne per esprimere al premier i propri sentimenti nei suoi confronti.

Ho potuto così osservare una sequenza di personaggi grotteschi (avvocati lampadati, giovani donne costituite ormai più di plastica che di carne, anziane signore eccessivamente impellicciate e via dicendo) degni del Billionaire di Briatore o di locali del genere, i quali, a differenza nostra, godevano dell'accredito per passare ed entrare nella zona proibita. Naturalmente il loro punto di riferimento politico, il premier, è arrivato in auto blindata a grande velocità preceduto e seguito da un numero elevato di mezzi della scorta, e quindi non ha purtroppo potuto sentire ciò che il suo popolo aveva da dirgli.

Ma fin qui nulla di particolarmente strano.

Una cosa però mi ha colpito profondamente: durante la contestazione (che ha visto anche dei momenti particolarmente concitati) accanto a me c'erano un gruppetto di donne di una certa età che parlottavano tra di loro. Erano venute per acclamare il Presidente, ma non godendo dell'accredito non erano potute entrare ugualmente. E ad un certo punto ho sentito la seguente frase: "Questi ragazzi (riferito a noi) non vanno più a messa, ormai non sanno più cosa sia l'amore. LORO SONO IL PARTITO DELL'ODIO."

Lì ho capito tutto. Non ci avevo mai pensato molto, ma in quel momento ho capito quanto effetto ha generato questa frase ripetuta all'unisono da tutti i telegiornali per mesi. Ho capito quanto è grande il divario tra noi e loro, tra chi ha a disposizione i mezzi d'informazione e chi è succube del tg di Minzolini. Ho capito che basta una formula del genere - "il partito dell'amore" - per avere il consenso in un'Italia senza più opinione pubblica. Noi siamo i fomentatori d'odio, che distolgono il "governo del fare" dal migliorare l'Italia. La crisi economica, la disoccupazione, la corruzione e via dicendo, tutta colpa dell'odio, cioè nostra. Mi ha preso lo sconforto. E come si fa a reagire a una situazione del genere? C'è un rimedio?

Si, e l'ho capito subito dopo: con il dialogo, la discussione e il confronto. Ho infatti iniziato a parlare con queste signore, educatamente, ascoltando le loro ragioni e esponendo con le dovute argomentazioni le mie. Ha funzionato. Solo in parte, certo, però sono riuscito a spiegare loro le mie idee, e loro in parte le hanno addirittura apprezzate. In particolare abbiamo parlato delle intercettazioni telefoniche e sono riuscito a far capire loro la differenza tra la realtà delle intenzioni del governo, e quanto propinato dai telegiornali. Non solo, ho ricevuto addirittura i complimenti da queste signore, che mi hanno distinto rispetto al gruppo di "fomentatori di odio", proprio in ragione della mia pacatezza.

Non so quanto sia servito, forse a nulla, forse la potenza della televisione in poco tempo sovrasterà nella mente di queste signore i miei discorsi di oggi, però oggi mi sono sentito utile.

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permalink | inviato da Francesco Forte il 21/3/2010 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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