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25 Aprile
post pubblicato in Francesco Forte, il 21 aprile 2010


Non sono religioso. Non credo in un Dio che ha creato il mondo o che lo regge finalisticamente verso un qualche obiettivo. Anzi, per quanto mi riguarda, le religioni sono solo il frutto di domande a cui l’uomo non sa darsi risposta, e probabilmente non le saprà dare mai. E, per quanto mi riguarda, vivo perfettamente con la consapevolezza di non poter accedere a queste risposte. Tanto le avrò a tempo debito!

Ciò però non significa che io non creda in nulla. Anzi.

Credo nella libertà di ogni individuo di poter scegliere il proprio destino. Di poter scegliere cosa pensare e a cosa credere, e di poter agire di conseguenza. Credo che la violenza sia degna solo delle bestie. Credo che gli uomini nascano uguali in diritti e doveri. Credo in tante altre cose naturalmente, ma alla fine tutto è riconducibile a questi pochi principi: libertà, pace e uguaglianza, appunto.

E so che in Italia, durante la seconda guerra mondiale, tanti uomini e donne hanno lottato, sono stati feriti, torturati, uccisi, per difendere questi principi. Contro un regime che aveva una visione della società completamente opposta, per quanto ancora oggi qualcuno cerchi di minimizzare. Ma alla fine, questi uomini e queste donne hanno vinto, almeno temporaneamente, tant’è che questi principi sono stati inseriti nella nostra Costituzione.

E quindi il 25 Aprile, giorno prescelto per ricordare la liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista, festeggerò anche io. Ricorderò i partigiani che sono morti per noi, che ancora non eravamo nati, e festeggerò la loro vittoria.  Io non festeggio la Pasqua, il Natale o l’Epifania: io festeggio la Liberazione!

PS: qualcuno potrebbe obiettare che la Resistenza ha presentato moltissimi lati oscuri: violenze, stupri e omicidi perpetuati anche dai partigiani nei confronti di civili inermi. Tutto vero, e me ne vergogno. Ma tutto ciò non scalfisce minimamente i principi che si festeggiano il 25 Aprile, per aver ottenuto i quali bisogna ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa guerra civile, militando dalla parte più nobile. Perchè il 25 Aprile non si commemora questo o quell’atto di guerriglia partigiana, ma la vittoria della democrazia – con tutti i suoi difetti – sugli obbrobri del nazi-fascismo.


http://kogitanz.wordpress.com/


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permalink | inviato da Francesco Forte il 21/4/2010 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Umano, troppo umano.
post pubblicato in Michele Paolo, il 3 aprile 2010


 Dorian Gray aveva un quadro che pagava per i suoi peccati. Lui conduceva una vita sregolata, e il suo ritratto si corrompeva al posto suo. Dorian aveva ottenuto una sorta di eterna giovinezza, mentre il quadro invecchiava e s’imbruttiva, riflettendo il lato più oscuro di quell’ uomo così bello. Inorridito dall’aspetto sempre più deformato del ritratto, Dorian decise di nasconderlo in soffitta, al buio, per non dover guardare coi propri occhi il risultato, il prezzo dei suoi continui peccati.

Ma perché mai non dovremmo accettare le conseguenze delle nostre azioni, peccati compresi? Perché nascondersi come Dorian Gray? Perché non guardare in faccia la realtà? Perché pensare ad ogni peccato come ad una debolezza, qualcosa d’ impuro, di cui vergognarsi, o chiedere perdono?

Perché lo dice la nostra cultura, la nostra morale occidentale intrisa di Cristianesimo.


La Bibbia ci detta che siamo peccatori, e che ogni peccato commesso richiede un’espiazione, una confessione, un’estrema unzione. Non si deve cedere ai peccati, bisogna condurre una vita retta e giusta. Ma quale sarebbe una vita retta e giusta? Una vita di rinunce? Una vita di continui rimpianti? Perché lo sappiamo a cosa porta una vita da eremiti, una vita passata ad ingoiare rospi, a trattenersi, a sacrificarsi. Ce lo insegnano i parroci quando molestano bambini, quando abusano di bimbi sordi, o muti, ce lo mostrano i preti quanto sia difficile condurre una vita nel segno dell’ascesi, nell’ipocrita orizzonte di una vita pura, senza una virgola fuori posto.


Forse basterebbe accettarsi per come si è, senza voltarsi dall’altra parte. Basterebbe magari pensare che siamo tutti uguali, che soffriamo tutti le stesse emozioni, le stesse tentazioni. Forse sarebbe sufficiente mparare a scegliere solo alcune debolezze cui cedere, senza esagerare, senza perdere la bussola. Potrebbe insegnarcelo la cultura, magari.


Ce lo insegna Dorian, quando guarda il suo ritratto un’ultima volta, e vedendolo così orribile, decide di stracciarlo con un pugnale, per cancellare quell’obbrobrio, per dimenticare tutto. Col risultato di suicidarsi, assumendo l’aspetto del ritratto stesso, perché è impossibile sfuggire ai propri peccati.

 


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permalink | inviato da MichelePaolo il 3/4/2010 alle 14:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gli atei in Italia
post pubblicato in Francesco Forte, il 19 marzo 2010


Vorremmo affrontare per primo un tema che ci sta molto a cuore, che rappresenta un simbolo esemplare di quest'Italia così schiava delle lobbies e così punitiva verso il libero pensiero, specialmente se dissociato da una confessione religiosa (e in particolare una: chissa quale!)

Partiamo da una considerazione preliminare: nelle società occidentali il numero di atei è in continuo aumento, le confessioni religiose, soprattutto le più tradizionali, sono sempre più abbandonate dai fedeli. In Italia in particolare si presume (fonte UAAR - Unione Atei, Agnostici e Razionalisti) che gli atei rappresentino il 18% della popolazione. Una percentuale considerevole, seconda solo a quella che concerne il numero dei (presunti) seguaci del cattolicesimo. Eppure gli atei sono uno dei pochi gruppi sociali a non essere minimamente rappresentati nei Parlamenti nazionali, salvo rare eccezioni, quasi si trattasse di cittadini di serie B.

In particolare siamo abituati a sentire l'opinione di esponenti cattolici e di politici quasi portavoce del Vaticano ogni volta che vengono trattate tematiche che abbiano a che vedere con la religione e con la sfera privata degli individui. (Per inciso: qualcuno deve spiegarmi quale sia il nesso tra il testamento biologico, l'aborto o addirittura l'esposizione del crocefisso nelle aule e gli insegnamenti predicati da Gesù nel corso della sua esistenza). Vediamo politici di destra e sinistra sbracciarsi in favore della Chiesa Cattolica, con la simpatica variante degli esponenti della Lega, che dichiarano di difendere a spada tratta le radici cattoliche dell'Europa, salvo poi sposarsi con le loro consorti secondo l'antico rito celtico. Ma quante volte in queste presunte discussioni, che peraltro hanno pochissimo rilievo giuridico e filosofico e sembrano piuttosto un'accozzaglia di discorsi da bar e luoghi comuni, sentiamo l'opinione di esponenti di questa cospicua minoranza che è l'ateismo?
Personalmente ricordo (magari si trova anche il video su youtube) una delle più brutte pagine della storia della televisione nel nostro paese: un esponente dell'UAAR presente in una di quelle trasmissioni becere del pomeriggio insultata senza ritegno da personaggi di bassa lega come Sgarbi e la Santanchè (la quale poi iniziò come un'indemoniata a urlare "Maometto è un pedofilo").

La posizione di svantaggio in cui si trovano gli atei in Italia è endemica e rilevabile in maniera capillare in tutti gli aspetti della vita quotidiana: dalla scuola con i problemi derivanti dall'ora di religione o dei simboli religiosi nelle aule; agli ospedali, ai cimiteri fino ai problemi di natura fiscale derivanti dall'imposizione dell'8 x 1000. Di questi problemi comunque parleremo in maniera più approfondita prossimamente.

E' infatti evidente che in una nazione democratica, in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato che il principio di laicità e quello di non discriminazione sono principi generali dell'ordinamento, tutto ciò non è tollerabile. E' necessaria una seria campagna d'informazione in merito a queste tematiche, svolta con argomenti seri e senza ricorrere ai luoghi comuni.


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permalink | inviato da Generazioneresistente il 19/3/2010 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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