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Diritti umani nell'Italia di Bossi e Berlusconi
post pubblicato in Valerio Caruso, il 29 aprile 2010


"E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà." (Art. 13 Cost)

"Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.
" (Art. 5 Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo)

"Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.
" (Art 3 Convenzione europea dei diritti dell'uomo)

Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi. E prima ancora le torture e i pestaggi della  Diaz e di Bolzaneto a Genova durante il G8. Quella a cui stiamo assistendo da circa un decennio in Italia non è solo una deriva democratica, ma anche e soprattutto una crisi di civiltà.

Che cosa sono i diritti umani senza una pronta e reattiva sensibilità sociale e civile diretta a preservarli? Lettera morta.

Non ci possiamo stupire più di tanto, dunque, se la Corte europea di Strasburgo, con il compito di tutelare i diritti delle persone dei 47 paesi che hanno sottoscritto la Convenzione, ha riconosciuto nel 2009 all'Italia ben 68 condanne di violazione dei diritti umani. Non ci possiamo stupire ma possiamo indignarci. Tra quelle pagine si legge che l'Italia ha il triste primato di essere, per spessore delle materie e numero delle condanne, il primo paese dell'Europa più sviluppata nella graduatoria delle condanne tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa sottoscrittori della Convenzione. Nella classifica risultiamo tra gli ultimi posti davanti solo a Turchia, Russia, Ucraina e Romania. Tra le più grandi e note democrazie mondiali, insomma. Il dossier della Corte è uscito ieri ma è stato oggi accuratamente snobbato dai nostri media. Lo potete scaricare e leggere QUI:

Ne emerge chiaramente che le violazioni dei diritti umani nel nostro Paese sono all'ordine del giorno. E sono il frutto di una politica indegna che criminalizza l'immigrazione introducendo il reato di clandestinità, e di un partito politico xenofobo e razzista che cavalca le paure della gente seminando l'odio e il disprezzo per il "diverso".

L'ultima gravissima violazione appare oggi sul notiziario del Tg3.

ll 24 febbraio scorso, all'interno della caserma di via del Campo di Ferrara, quattro giovani stranieri, dopo essere stati arrestati in stato di ebbrezza per resistenza a pubblico ufficiale, erano stati trattenuti per ore. Nel video si vedono, in momenti diversi, due persone che cadono a terra, forse colpite, circondate da alcuni carabinieri in divisa; e un altro fermato nudo, poi avvolto in una coperta e portato via da personale di pronto soccorso sanitario.

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Di fronte a queste immagini, sento il bisogno di ribadirlo ancora, questo prezioso comma quarto dell'art 13 della nostra Costituzione repubblicana, brocardo dello Stato di Diritto:

"E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà."

Teniamolo bene a mente. E difendiamolo. In nome della democrazia. In nome della civiltà.






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Immaginiamo per ipotesi che Scajola..
post pubblicato in Francesco Forte, il 29 aprile 2010


Antefatto: Il nome del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è attualmente emerso nell'indagine giudiziaria relativa all'imprenditore Diego Anemone, il quale avrebbe corrotto numerosi alti funzionari dello Stato per aggiudicarsi indebitamente alcuni appalti pubblici relativi alle c.d. "grandi opere". In particolare, secondo gli inquirenti, Scajola avrebbe ricevuto da Anemone 900.000 euro in maniera illecita. Precisiamo fin da subito che il ministro non è indagato e non si hanno prove relative ad eventuali collegamenti con il suo ruolo istituzionale. QUI potete leggere un articolo di Repubblica dove i fatti sono spiegati nei dettagli.

Detto questo, immaginiamo per ipotesi - ma solo per ipotesi, sia chiaro - che il ministro Scajola ceda nuovamente a simili "errori" - chiamiamoli così - e che faccia pressione affinché qualche impresa "amica" si aggiudichi qualcuno degli appalti che ci saranno nei prossimi tempi per la costruzione delle nuove centrali nucleari, sponsorizzate fortemente dal governo e di competenza proprio di Claudio Scajola. Sappiamo bene quali sono gli esiti della corruzione in materia di opere pubbliche: costi lievitati per lo Stato (cioè per noi) e risultati più scadenti. Prendiamo il secondo aspetto. Il fatto che la gara di appalto sia gestita con metodi non del tutto cristallini può portare ad un risultato più scadente dell'opera, ad esempio per quanto riguarda l'aspetto antisismico, il piano anti-emergenze, la manutanzione. Supponiamo adesso che tra 40-50 anni - consideriamo infatti che ci vorranno almeno 10-15 anni per costruire una centrale nucleare e che eventuali problemi potrebbero sorgere diversi anni più tardi - questi errori, frutto di risparmi sul breve periodo, saltino fuori, provocando danni inestimabili. Chi ha almeno una trentina d'anni dovrebbe ricordarsi cos'è successo dopo Chernobyl. Parliamo di morti, di intossicati di danni notevoli e nessuno di noi sa dire cos'altro. E il nostro attuale ministro, che oggi ha 62 anni, potrebbe essere un vecchietto ultracentenario oppure più realisticamente essere già morto: in entrambi i casi non sarebbe punibile. E avremmo comunque, cosa molto più importante, una tragedia immane da affrontare, frutto di qualche "bustarella" passata di mano in mano 40-50 anni prima.

Perchè dico queste cose? La mia naturalmente è solo una provocazione, portata alle estreme conseguenze. Nessuno potrebbe agire in modo così scriteriato, nemmeno nella nazione del Vajont, de l'Aquila, delle continue frane, valanghe, incendi, alluvioni, terremoti che provocano saltuariamente qualche morto evitabile. Dunque una situazione come quella che ho prospettato è impossibile che si realizzi. Però il problema politico e morale resta tutto. Un uomo che sta a capo dei lavori relativi ad opere pubbliche di tale importanza deve essere immacolato, non deve essere nemmeno sfiorato da dubbi relativi alla sua onesta e integrità morale perfetta. Ne va della credibilità dello Stato e delle Istituzioni pubbliche. Ne va della tranquillità dei cittadini, che hanno il diritto a non avere dubbi sull'integrità morale di chi deve prendere nel loro nome scelte così importanti.

Per questo motivo secondo me Scajola dovrebbe rilevare l'opportunità - sia chiaro, non c'è nessun obbligo, nemmeno morale - di dimettersi e lasciare che la magistratura competente si dichiari sul caso.

Questo gruppo su facebook
nasce proprio con lo scopo di esprimere questo concetto al Ministro, sperando che lo accolga. Proviamoci, tentar non costa nulla.

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Polito, Sansonetti e gli "opinionisti politici di sinistra"
post pubblicato in Francesco Forte, il 27 aprile 2010


Esiste ormai una categoria professionale che potremmo definire "opinionista politico di sinistra". Costituita da individui che vagano da una trasmissione televisiva di bassa lega all'altra (pomeriggio 5, - come si chiama quell'altra? - la vita in diretta, - no l'altra - Il fatto del giorno. Chiedo scusa a Silvio Berlusconi per l'evidente plagio, ma visto che si parla di uso criminoso della tv...) arrogandosi il diritto di essere definiti "intellettuali di sinistra" - senza aver mai pubblicato un libro o un'opera d'arte degna di nota.

Sono giornalisti, magari direttori, di testate che non vendono una copia, ma "hanno grande importanza politica", meglio ancora se sono giornali vicini ad un partito. E qui i nomi sono infiniti: Riformista, Libero, Gli altri..

Insomma, questi individui intervengono in un dibattito politico che è lo specchio della tv italiana - una massa informe di incompetenti che si urlano in faccia tra di loro insulti e frasi senza senso - esprimendo la loro opinione e "rappresentando" cortesemente anche gli elettori del centro-sinistra, in nome del contraddittorio. Da elettore del centro-sinistra li ringrazio per la cortesia, ma farei volentieri a meno di loro.

Ma analizziamo nel dettaglio un paio di questi strani individui, così, tanto per vedere se possono essere nostri degni rappresentanti. Con la premessa che sono solo due esempi emblematici, se ne potrebbero citare anche altri.

Uno di loro è Antonio Polito. Direttore del Riformista, è famoso per aver dichiarato a Sabina Guzzanti: "Non possono chiudere RAIOT" - il programma della Guzzanti chiuso qualche anno fa per volere del Sultano - "ma possono non mandarlo in onda". Giuro, l'ha detto davvero, non me la sto inventando. Potete ragionarci sopra per delle ore, non troverete in questa frase il minimo senso logico. Ma nonostante le sue brillanti e qui dimostrate capacità analitiche, quest'uomo continua a sfornare simili perle di saggezza, pagate dai cittadini tramite il canone o la pubblicità.

Prendiamone un altro. Piero Sansonetti. Dopo aver quasi portato al fallimento Liberazione, lo storico quotidiano di Rifondazione Comunista, ne ha fondato un altro e l'ha chiamato "L'altro"; poi si è ricordato che esisteva un altra testata con lo stesso nome e che quindi il suo era un plagio - anzi, gliel'ha ricordato il giudice, visto che Sansonetti ha perso la causa contro i legittimi detentori del marchio - e lo ha rinominato "Gli altri". Oltre a queste vicende editoriali ricordo con orrore un suo confronto televisivo a Porta a Porta (!) con Silvio Berlusconi (purtroppo su youtube non sono riuscito a trovarlo, ne ho trovato solo uno nel quale questo giornalista esordisce affermando di odiare l'inno di Mameli). E con quale argomento il nostro uomo ha cominciato ad attaccarlo? Crisi economica? Conflitto d'interessi? Visione della politica e della società distorta? Non proprio. Ha esordito con un ringraziamento, da tifoso milanista, al presidente della sua squadra del cuore, dimenticandosi per un attimo che quest'ultimo è anche presidente del Consiglio dei Ministri, e che è rarissimo che accetti un confronto televisivo con i giornalisti, specie se questi hanno altre visioni politiche. Dunque diversi minuti di quello che doveva essere un acceso confronto televisivo si sono trasformati in un elogio del presidente del Milan più vincente della storia. Un altro genio.

Vi sentite rappresentati da questi due? Però intanto ci rappresentano in una buona fetta del panorama televisivo. Grazie a loro il pubblico televisivo di questi programmi-spzzatura - molto spesso persone di bassa cultura e molto spesso elettori del PDL - si fa un'idea distorta della sinistra, frutto di un contradditorio malato. E si spiegano tante cose...

http://kogitanz.wordpress.com/2010/04/27/polito-sansonetti-e-gli-opinionisti-politici-di-sinistra/

Sempre parlando di TV ecco invece un’attenta analisi di Daniela Santanché, sottosegretario al dipartimento per l’attuazione del programma di governo (?), sull’islam. Che classe.

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Lapide ad ignominia
post pubblicato in Francesco Forte, il 25 aprile 2010


Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

QUI trovate la storia che c'è dietro questo componimento di Piero Calamandrei. A mio avviso è una delle pagine più belle della Resistenza antifascista, anche risale ad un momento successivo alla Liberazione. Ma di pagine simili ce ne sono tante, e tutte meritano di essere conosciute. Buon 25 Aprile a tutti.

http://kogitanz.wordpress.com/2010/04/25/lapide-ad-ignominia/


Umano, troppo umano
post pubblicato in Michele Paolo, il 25 aprile 2010


Il 25 aprile 1945 le città di Milano e Torino vengono liberate dall'occupazione nazifascista grazie all'insurrezione dei gruppi partigiani.
Nello stesso giorno a San Francisco cinquanta stati fondano le Nazioni Unite.
Intanto in territorio tedesco le truppe americane e sovietiche si congiungono sul fiume Elba, dividendo la Germania in due zone.
La guerra insomma si avvia verso la fine, dopo più di 5 anni di fucilazioni, gas asfissianti, città rase al suolo e 50 milioni di morti. Eppure bisognerà aspettare altri 4 mesi per la resa incondizionata del Giappone che porrà fine alla Seconda Guerra Mondiale. Bisognerà aspettare le due bombe atomiche.
Ma si sa, bisogna toccare il fondo per risalire. Il più è capire quanto occorra scendere in basso per toccarlo, il fondo.
Il 27 aprile 1945 Mussolini viene arrestato a Dongo, provincia di Como, da partigiani della 52esima Brigata Garibaldi.  Il giorno dopo verrà fucilato a Giulino di Mezzegra, sempre in provincia di Como, da un gruppo di partigiani. Viene fucilato mentre altri partigiani liberano Venezia.
Il 29 aprile 1945 Giorgio Amendola lancia su l'Unità di Torino un appello che rimarrà famoso: - I criminali devono essere eliminati. Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l'ora questa di abbandonarsi a indulgenze. Pietà l'è morta - .
Sono passati 65 anni. Una vita. Anzi, tante vite. Le vite di chi ci ha lasciato la pelle, in quella Liberazione. Le vite bruciate da una guerra civile, contemporanea a una guerra mondiale. La seconda. Una non era bastata.
Il 25 aprile 2010 l' Italia si ricorda del suo passato. Un Italia diversa, per fortuna. Un paese nato dalle ceneri della lotta partigiana.
Il tricolore sventola fiero sopra un passato che non tornerà, perchè molte cose sono cambiate, in 65 anni. Oggi l'Italia è diversa.
Il marcio intanto è stato tagliato. Tutto?

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permalink | inviato da MichelePaolo il 25/4/2010 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Umberto Bossi. Onore, coerenza e dignità dell'uomo "padano"..
post pubblicato in Valerio Caruso, il 23 aprile 2010


UMBERTO IERI:

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UMBERTO OGGI:

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"Berlusconi, uomo di Cosa Nostra, non poteva che essere di pasta profondamente antidemocratica. (...) Il Polo per le origini mafiose della ricchezza di Berlusconi gravita su Palermo (…) Berlusconi che è il capo di Forza Italia, un partito creato da Dell'Utri inquisito per mafia che con i suoi mezzi senza limiti tiene in vita tutti i partiti del Polo."
Umberto Bossi, Intervento al Congresso Federale Straordinario della Lega Nord, 24/25 Ottobre 1998 Brescia

"L'Uomo di Arcore mostra le stesse caratteristiche dei dittatori, perché insiste nella sua volontà di non ritirare l'infame decreto Biondi che mette in libertà i peggiori ladri, concussori, corrotti, ricettatori."
Umberto Bossi, 18 luglio 1994

"C'e' qualche differenza tra noi e lui... Peccato che lui sia un mafioso. Il problema e' che al Nord la gente e' ancora divisa tra chi sa che Berlusconi e' un mafioso e chi non lo sa ancora."
Umberto Bossi, 12 Settembre 1998

"E' un palermitano che parla meneghino, e' il meno adatto a parlare di riforme. L'unica riforma che veramente sta a cuore a Berlusconi e' che non vengano toccate le sue televisioni. Invece io dico che bisogna portargliele via, perche' le sue televisioni sono contro la Costituzione. La prima riforma da attuare e' quella di mettere in circolazione l'informazione. Berlusconi e' tutto tranne che un democratico."
Umberto Bossi, 12 Settembre 1998

"Silvio e' uomo della P2, cioe' del progetto Italia"
Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998

"Berlusconi ha fatto cio' che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammi'
Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998

"Berlusconi è l'uomo di Cosa Nostra"
Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998

"Berlusconi ha avuto una fortuna straordinaria nel fare tanti soldi in cosi' poco tempo. E per di piu', passando dalla tessera 1816 della P2 e dai salvataggi che il suo amico Bettino Craxi ha piu' volte fatto al suo impero televisivo. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini. Quella fondata anche da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che alla fine riusci' a mettere le mani su tutto l'istituto di credito. E in quella stessa Banca, dove lavorava anche il padre di Silvio, c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra".
Umberto Bossi, 2 Ottobre 1999

"Molte ricchezze sono vergognose, perche' vengono da decine di migliaia di morti. Non e' vero che "pecunia non olet". C'e' denaro buono che ha odore di sudore, e c'e' denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto".
Intervento di Umberto Bossi al Congresso Federale della Lega, Brescia, 27 Ottobre 1998


Queste citazioni raccontano la coerenza e la dignità dell'uomo "padano".
MANDIAMOLO A CASA!







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permalink | inviato da ValerioCaruso il 23/4/2010 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
25 Aprile
post pubblicato in Francesco Forte, il 21 aprile 2010


Non sono religioso. Non credo in un Dio che ha creato il mondo o che lo regge finalisticamente verso un qualche obiettivo. Anzi, per quanto mi riguarda, le religioni sono solo il frutto di domande a cui l’uomo non sa darsi risposta, e probabilmente non le saprà dare mai. E, per quanto mi riguarda, vivo perfettamente con la consapevolezza di non poter accedere a queste risposte. Tanto le avrò a tempo debito!

Ciò però non significa che io non creda in nulla. Anzi.

Credo nella libertà di ogni individuo di poter scegliere il proprio destino. Di poter scegliere cosa pensare e a cosa credere, e di poter agire di conseguenza. Credo che la violenza sia degna solo delle bestie. Credo che gli uomini nascano uguali in diritti e doveri. Credo in tante altre cose naturalmente, ma alla fine tutto è riconducibile a questi pochi principi: libertà, pace e uguaglianza, appunto.

E so che in Italia, durante la seconda guerra mondiale, tanti uomini e donne hanno lottato, sono stati feriti, torturati, uccisi, per difendere questi principi. Contro un regime che aveva una visione della società completamente opposta, per quanto ancora oggi qualcuno cerchi di minimizzare. Ma alla fine, questi uomini e queste donne hanno vinto, almeno temporaneamente, tant’è che questi principi sono stati inseriti nella nostra Costituzione.

E quindi il 25 Aprile, giorno prescelto per ricordare la liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista, festeggerò anche io. Ricorderò i partigiani che sono morti per noi, che ancora non eravamo nati, e festeggerò la loro vittoria.  Io non festeggio la Pasqua, il Natale o l’Epifania: io festeggio la Liberazione!

PS: qualcuno potrebbe obiettare che la Resistenza ha presentato moltissimi lati oscuri: violenze, stupri e omicidi perpetuati anche dai partigiani nei confronti di civili inermi. Tutto vero, e me ne vergogno. Ma tutto ciò non scalfisce minimamente i principi che si festeggiano il 25 Aprile, per aver ottenuto i quali bisogna ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa guerra civile, militando dalla parte più nobile. Perchè il 25 Aprile non si commemora questo o quell’atto di guerriglia partigiana, ma la vittoria della democrazia – con tutti i suoi difetti – sugli obbrobri del nazi-fascismo.


http://kogitanz.wordpress.com/


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permalink | inviato da Francesco Forte il 21/4/2010 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
8X1000.. Ora basta!
post pubblicato in Valerio Caruso, il 20 aprile 2010


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permalink | inviato da ValerioCaruso il 20/4/2010 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il meccanismo dell'8x1000.
post pubblicato in Valerio Caruso, il 20 aprile 2010


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permalink | inviato da ValerioCaruso il 20/4/2010 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cose che succedono..
post pubblicato in Valerio Caruso, il 18 aprile 2010


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Sono cose che succedono queste. Sono cose che succedono in un partito padronale verticista e feudale.

Sono cose che succedono in un partito completamente sprovvisto di meccanismi interni di democrazia e di confronto.

Sono cose che succedono in un partito in cui la politica si fa professando il culto della personalità: le minoranze vengono esiliate e represse.

Succedeva nel Partito Comunista di Mao Tse Dong. Succede anche nel Popolo Delle Libertà. Non sei d'accordo con la linea dettata dal Capo? Bene. O te ne vai o ti cacciamo.
Proprio una bella concezione di democrazia, degna di chi, da oltre un anno, occupa abusivamente i lavori del Parlamento per varare legittimi impedimenti, processi brevi, leggi sulle intercettazioni, e prepara già il campo per stravolgere definitivamente la Costituzione attraverso il presidenzialismo..


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permalink | inviato da ValerioCaruso il 18/4/2010 alle 21:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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