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Gli atei in Italia

Vorremmo affrontare per primo un tema che ci sta molto a cuore, che rappresenta un simbolo esemplare di quest'Italia così schiava delle lobbies e così punitiva verso il libero pensiero, specialmente se dissociato da una confessione religiosa (e in particolare una: chissa quale!)

Partiamo da una considerazione preliminare: nelle società occidentali il numero di atei è in continuo aumento, le confessioni religiose, soprattutto le più tradizionali, sono sempre più abbandonate dai fedeli. In Italia in particolare si presume (fonte UAAR - Unione Atei, Agnostici e Razionalisti) che gli atei rappresentino il 18% della popolazione. Una percentuale considerevole, seconda solo a quella che concerne il numero dei (presunti) seguaci del cattolicesimo. Eppure gli atei sono uno dei pochi gruppi sociali a non essere minimamente rappresentati nei Parlamenti nazionali, salvo rare eccezioni, quasi si trattasse di cittadini di serie B.

In particolare siamo abituati a sentire l'opinione di esponenti cattolici e di politici quasi portavoce del Vaticano ogni volta che vengono trattate tematiche che abbiano a che vedere con la religione e con la sfera privata degli individui. (Per inciso: qualcuno deve spiegarmi quale sia il nesso tra il testamento biologico, l'aborto o addirittura l'esposizione del crocefisso nelle aule e gli insegnamenti predicati da Gesù nel corso della sua esistenza). Vediamo politici di destra e sinistra sbracciarsi in favore della Chiesa Cattolica, con la simpatica variante degli esponenti della Lega, che dichiarano di difendere a spada tratta le radici cattoliche dell'Europa, salvo poi sposarsi con le loro consorti secondo l'antico rito celtico. Ma quante volte in queste presunte discussioni, che peraltro hanno pochissimo rilievo giuridico e filosofico e sembrano piuttosto un'accozzaglia di discorsi da bar e luoghi comuni, sentiamo l'opinione di esponenti di questa cospicua minoranza che è l'ateismo?
Personalmente ricordo (magari si trova anche il video su youtube) una delle più brutte pagine della storia della televisione nel nostro paese: un esponente dell'UAAR presente in una di quelle trasmissioni becere del pomeriggio insultata senza ritegno da personaggi di bassa lega come Sgarbi e la Santanchè (la quale poi iniziò come un'indemoniata a urlare "Maometto è un pedofilo").

La posizione di svantaggio in cui si trovano gli atei in Italia è endemica e rilevabile in maniera capillare in tutti gli aspetti della vita quotidiana: dalla scuola con i problemi derivanti dall'ora di religione o dei simboli religiosi nelle aule; agli ospedali, ai cimiteri fino ai problemi di natura fiscale derivanti dall'imposizione dell'8 x 1000. Di questi problemi comunque parleremo in maniera più approfondita prossimamente.

E' infatti evidente che in una nazione democratica, in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato che il principio di laicità e quello di non discriminazione sono principi generali dell'ordinamento, tutto ciò non è tollerabile. E' necessaria una seria campagna d'informazione in merito a queste tematiche, svolta con argomenti seri e senza ricorrere ai luoghi comuni.

Pubblicato il 19/3/2010 alle 17.47 nella rubrica Francesco Forte.

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