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Immaginiamo per ipotesi che Scajola..

Antefatto: Il nome del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è attualmente emerso nell'indagine giudiziaria relativa all'imprenditore Diego Anemone, il quale avrebbe corrotto numerosi alti funzionari dello Stato per aggiudicarsi indebitamente alcuni appalti pubblici relativi alle c.d. "grandi opere". In particolare, secondo gli inquirenti, Scajola avrebbe ricevuto da Anemone 900.000 euro in maniera illecita. Precisiamo fin da subito che il ministro non è indagato e non si hanno prove relative ad eventuali collegamenti con il suo ruolo istituzionale. QUI potete leggere un articolo di Repubblica dove i fatti sono spiegati nei dettagli.

Detto questo, immaginiamo per ipotesi - ma solo per ipotesi, sia chiaro - che il ministro Scajola ceda nuovamente a simili "errori" - chiamiamoli così - e che faccia pressione affinché qualche impresa "amica" si aggiudichi qualcuno degli appalti che ci saranno nei prossimi tempi per la costruzione delle nuove centrali nucleari, sponsorizzate fortemente dal governo e di competenza proprio di Claudio Scajola. Sappiamo bene quali sono gli esiti della corruzione in materia di opere pubbliche: costi lievitati per lo Stato (cioè per noi) e risultati più scadenti. Prendiamo il secondo aspetto. Il fatto che la gara di appalto sia gestita con metodi non del tutto cristallini può portare ad un risultato più scadente dell'opera, ad esempio per quanto riguarda l'aspetto antisismico, il piano anti-emergenze, la manutanzione. Supponiamo adesso che tra 40-50 anni - consideriamo infatti che ci vorranno almeno 10-15 anni per costruire una centrale nucleare e che eventuali problemi potrebbero sorgere diversi anni più tardi - questi errori, frutto di risparmi sul breve periodo, saltino fuori, provocando danni inestimabili. Chi ha almeno una trentina d'anni dovrebbe ricordarsi cos'è successo dopo Chernobyl. Parliamo di morti, di intossicati di danni notevoli e nessuno di noi sa dire cos'altro. E il nostro attuale ministro, che oggi ha 62 anni, potrebbe essere un vecchietto ultracentenario oppure più realisticamente essere già morto: in entrambi i casi non sarebbe punibile. E avremmo comunque, cosa molto più importante, una tragedia immane da affrontare, frutto di qualche "bustarella" passata di mano in mano 40-50 anni prima.

Perchè dico queste cose? La mia naturalmente è solo una provocazione, portata alle estreme conseguenze. Nessuno potrebbe agire in modo così scriteriato, nemmeno nella nazione del Vajont, de l'Aquila, delle continue frane, valanghe, incendi, alluvioni, terremoti che provocano saltuariamente qualche morto evitabile. Dunque una situazione come quella che ho prospettato è impossibile che si realizzi. Però il problema politico e morale resta tutto. Un uomo che sta a capo dei lavori relativi ad opere pubbliche di tale importanza deve essere immacolato, non deve essere nemmeno sfiorato da dubbi relativi alla sua onesta e integrità morale perfetta. Ne va della credibilità dello Stato e delle Istituzioni pubbliche. Ne va della tranquillità dei cittadini, che hanno il diritto a non avere dubbi sull'integrità morale di chi deve prendere nel loro nome scelte così importanti.

Per questo motivo secondo me Scajola dovrebbe rilevare l'opportunità - sia chiaro, non c'è nessun obbligo, nemmeno morale - di dimettersi e lasciare che la magistratura competente si dichiari sul caso.

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nasce proprio con lo scopo di esprimere questo concetto al Ministro, sperando che lo accolga. Proviamoci, tentar non costa nulla.

Pubblicato il 29/4/2010 alle 19.23 nella rubrica Francesco Forte.

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