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Rapporto freedom house sulla libertà di stampa in Italia.

L'Italia è un paese la cui stampa è parzialmente libera. Già, come il Sudafrica, le Filippine, il Congo, la Thailandia e il Nepal. E si classifica al 72esimo posto nel mondo, dopo Suriname, Trinidad e Tobago, Israele, Grecia e Cile.
 E' la dura realtà, e ce la ricorda ancora una volta il rapporto di Freedom House, organizzazione indipendente Usa fondata nel 1941 per garantire nel mondo le libertà, diffuso oggi in occasione della giornata mondiale della libertà di stampa e visualizzabile sul loro sito.
Come lo scorso anno, dunque, tra i paesi dell'Europa occidentale l'Italia è penultima e sola, con la Turchia, ad avere una stampa semi-libera nonostante la libertà di stampa sia tutelata nel nostro Paese dall'articolo 21 della Costituzione.

Nel rapporto, Freedom House spiega che “nonostante l’Europa Occidentale goda a tutt’oggi della più ampia libertà di stampa, l’Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media”.

E noi del resto non ci stupiamo più di questo, anzi, ormai ci sembra normale.
Ci sembra normale che il Presidente del Consiglio controlli direttamente 3 televisioni.
Ci sembra normale che ne controlli altrettante indirettamente.
Ci sembra normale che tre testate giornalistiche siano pubblicate dalla casa editrice (rubata!) che fa capo all'azienda di sua proprietà.
Tutto questo in fondo ci sembra normale. O forse no. Non ci sembra affatto così normale.

E allora lo continuiamo a denunciare. Perchè noi crediamo che in demcorazia la libertà d'espressione sia fondamentale per tutte le altre libertà. E perchè sappiamo che l'ordinamento legislativo, le elezioni libere, i diritti delle minoranze, la libertà d'associazione, e un governo responsabile dipendono da una libertà di stampa che può mettere in pratica la sua funzione di controllo e vigilanza.
Questo è il ruolo della libertà di stampa in un paese democratico, questa è la ratio che sta alla base di quell'art. 21 della Costituzione che afferma che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", e che "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". 

Visti i tempi che corrono quest'articolo sembra quasi rivoluzionario. Meno male che c'è internet, ancora..

Pubblicato il 4/5/2010 alle 13.58 nella rubrica Valerio Caruso.

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